Contenuto principale

Messaggio di avviso

PROGETTO "MEDITERRANEO" 2018-19

immigrazione / emigrazione

progetto Mediterraneo 2018 - 2019

note a cura di Rita Felerico

Si è tenuto il 2 ottobre 2018 il primo degli incontri del seminario ( progetto Mediterraneo ) che Peripli – società e culture euro mediterranee organizza presso il Liceo Scientifico “Giovanni da Procida” di Salerno da ben otto anni; il tema che si affronterà nel 2018/2019 è immigrazione / emigrazione, proposto dagli stessi studenti.

La scelta è il frutto di un percorso iniziato con una riflessione sulla cittadinanza, proseguito con la tematica dell’identità, dell’essere europei, con la grande problematica dell’informazione, toccando anche le esperienze e le proposte in materia di formazione e lavoro, in Europa, in Italia e sul territorio.

L’affluenza è stata alta, come sempre, così come la partecipata presenza dei professori, e l’atmosfera è stata segnata dal piacere di ritrovarsi e soprattutto dalla certezza di condividere positivi momenti di formazione, dialogo e scambio di esperienze ed emozioni, come ha sottolineato la coordinatrice, la prof.ssa Beatrice Sica.

La mia Verità

Antonio Ebreo

Ha inaugurato il seminario il medico chirurgo Antonio Ebreo; al suo ricco curriculum professionale il prof. affianca una lunga esperienza maturata durante la partecipazione a diverse missioni umanitarie; ancora oggi – sebbene in pensione – si reca almeno una volta all’anno, e da libero professionista, in quei luoghi dove ha operato per conto della Caritas o della Croce Rossa o come corpo militare della CRI, anche sulle navi della marina militare. E’ stato nominato per questo primario emerito di chirurgia. Alcuni dei Paesi che l’hanno visto in azione sono:

Albania, Iraq, Nassirya,Kenya, Burundi – dove torna per circa tre mesi l’anno dal 2011 – oltre alle operazioni di soccorso su navi della Marina Militare soprattutto al largo delle coste libiche.

Il suo intervento, appassionato, si è avvalso della proiezione di ben tre corti, imperniati sulla sua personale esperienza, su episodi di vita ‘vissuta’; uno ha come oggetto la guerra, i suoi danni, le sue terribili conseguenze; il secondo descrive la fame di quelle terre; il terzo mostra il salvataggio da parte della Marina Militare di centinaia di profughi naufragati da un gommone, un salvataggio che vide purtroppo la morte di ben 11 persone. Tutte immagini molto drammatiche.

 










SICA 1



SICA2

SICA3

 

I migranti e il blocco di Visegrad

Stefano Carignola Sabatino

Anche il secondo appuntamento-25 ottobre 2018-del seminario  immigrazione/emigrazione  si è svolto con un Aula Magna gremita di alunne/i desiderosi di apprendere e conoscere e di insegnanti impegnati a registrare ogni riflessione, dubbio, pensiero su cui  poi poter discutere  in modo più approfondito in classe.

La storia di Thomas Sankara, il giovane Presidente del Burkina Fasu assassinato dalla  fame delle multinazionali e dalle leggi di una economia che vede i più deboli soccombere, non era conosciuta; cosi come non nota era ed è la realtà di vita di un’Africa che invece Stefano Carignola Sabatino, l’ospite di questo appuntamento, ha vissuto non una ma più volte.

Il ruolo dell’Occidente, la nostra poca preparazione per affrontare verità , la comunicazione indotta dai più forti sono i punti su cui Stefano ha insistito, allo scopo di stimolare curiosità di scoperte e voglia di scelte più vicine al desiderio ad all’impegno in grado di  dare vita e voce ad una società più etica e meno consumistica, azzerata nelle sue meravigliose diversità  dalla  globalità.

I motivi veri dell’emigrazione, il dolore, la povertà occorre affrontarli con spirito di coraggio e con la forza di una volontà che abbia fondamenta solide, eticamente corrette, libere da ogni pregiudizio teorico ed emotivo.

Sulla cattedra i libri scritti da Stefano – frutto della sua esperienza – e una marea di post-it con indirizzi e numeri di cellulare. 

SICA 4

SICA 5

SICA6

 

Io, lo straniero - il nemico che è in noi

Berardo Impegno

23 novembre 2018,una calorosa standing ovation per il prof. Berardo Impegno che, sempre nell’ambito del progetto Mediterraneo, ha tenuto una lectio dal titolo Io, lo straniero – il nemico che è in noi. L’ interazione con i giovani studenti è stata non solo vivace, ma all’insegna di una spontanea empatia che ha trasformato la lectio in un vero e proprio scambio di sensazioni e punti di vista.

Il prof. ha – da vero maestro /filosofo, da novello Socrate – guidato alla riflessione con l’intento di abbattere le barriere dei  pregiudizi e delle  paure, coinvolgendo il pensiero in un excursus  che da Ulisse ha portato a Freud, a Sartre e Jean Paul Nancy , attraverso le figure dei Tarocchi, le immagini della Bibbia, richiamando le novelle di  Pirandello e Dostoevskij , raccontando aneddoti e catturando l’attenzione nel parlare di Amore, innamoramento, trasgressione e identità.

L’incontro con l’Altro ha intrapreso nuove modalità di approccio,  prendendo  luce da un così diverso sguardo di lettura. Partire da noi, dai nostri sentimenti, dal rapporto che si ha con il nostro profondo, con il nostro corpo, sentirli, analizzandone i limiti, scorgendo la pigra volontà di azione o l’assenza di desiderio.

Un tema centrale del pensiero contemporaneo, superficialmente affrontato, sul quale ritornare e ritornare, nella prospettiva di   una società meno affollata da ombre e limiti di comprensione.

 

sic1

sic2





sic3

sic4

Il ‘caso Riace’ - proiezione del docu film “ Il Volo” di Wim Wenders

Mimmo Rizzuti

4 dicembre 2018

Riace in testa”. Lo ha detto il regista Wim Wenders del suo film davanti ai nobel per la pace a Berlino, realizzato sul modello di accoglienza agli immigrati di alcuni Comuni della Calabria. “ Questa storia – ha concluso Wenders-deve farci riflettere su come sia possibile far convergere l’obiettivo dell’accoglienza con quello dello sviluppo locale. Riace ha dimostrato che ciò è possibile spalancando le porte al futuro. Questa è una esperienza locale che ha però una valenza globale. E’ un insegnamento inviato al mondo”.

Mimmo Rizzuti ci è sembrato conoscerlo da sempre; Salerno è stata la città in cui si è laureato e il seminario è stata occasione per rinverdire ricordi e passioni, ma l’immediata sintonia di pensiero e di  simpatia nata con lui parte da valori e da  idee condivise da lontano, dalle battaglie sostenute in  nome di una società più giusta e libera da pregiudizi, una lotta condotta con impegno e responsabilità  professionale e culturale.

Il tema dell’incontro-  il caso Riace con proiezione del docu/film di uno dei più famosi registi viventi, Wim Wenders-  ha coinvolto gli studenti quanto basta per suscitare in loro il desiderio di visitare Riace e guardare con i propri occhi la realizzazione concreta  di quella che in un primo momento può solo sembrare  una utopia.

La vicenda è conosciuta, ancora se ne parlerà per molto, ancora il sindaco Mimmo Lucano, bandito dalla sua città, sarà il coraggioso condottiero in lotta per una causa di giustizia che trova precedenti solo nei più biechi momenti di oscurantismo.

Noi con Mimmo desideriamo confrontarci con l’avverso destino, con un pensiero che non sa guardare un poco più in là del proprio naso, con chi non sa  allontanarsi dai propri limiti e aprirsi agli altri, tramutando in ricchezza  avversità, difficoltà , negatività.

Un esempio, quello di Riace, paesino sperduto negli orizzonti di un Sud dimenticato, da esportare come ‘buona pratica’, come flessibile ricerca di equilibrio fra opposti.  Si è letto così il Manifesto in favore del Sindaco firmato da tante, tante persone, intellettuali, scrittori, artisti, semplici cittadini e l’appello per segnalare il paese di Riace  fra le candidature per i Nobel per la Pace.

Grazie a Mimmo per l’opportunità offerta di conoscere più da vicino e senza sovrastrutture l’esperienza di Riace e del suo Sindaco Mimmo Lucano e a Wim Wenders che con il suo occhio indagatore ci ha dato la possibilità di leggere più a fondo nelle cose, scavando nelle sensibilità  delle persone e nelle atmosfere dei paesaggi,  legando il passato al futuro e il presente alla nostra capacità di agire… per il meglio, ovviamente.

sic5

sic6

sic7

 

 

EUROPA, IMMIGRAZIONE / EMIGRAZIONE

Pier Virgilio Dastoli

Il quinto appuntamento – 15 gennaio 2019 - del progetto Mediterraneo ha visto come relatore il prof. Pier Virgilio Dastoli , Presidente del Movimento Europeo Italia . Gli studenti e i docenti del Liceo avevano già avuto modo di incontrare l’assistente parlamentare di Altiero Spinelli   (sia alla Camera dei Deputati che al Parlamento Europeo )  lo scorso anno, quando si parlò di Europa, dell’Erasmus e delle possibilità  formative e lavorative offerte ai giovani in ambito europeo, una conquista da tutelare, diffondere, usufruire. Questa volta è  stato esaminato – con acuto senso critico e con ampia, documentata informazione da parte del Prof. Dastoli – il ruolo dell’Europa relativamente ad un tema molto cogente, quello della immigrazione/emigrazione. Partendo dai recenti fatti di cronaca e dagli stereotipi che oggi dominano e irretiscono la comunicazione su questi argomenti ( pensiamo ad affermazioni come : “ l’Europa ci ha lasciati soli” , “gli stranieri ci rubano il lavoro”,”prima gli italiani e poi gli altri”)  dati alla mano ha dimostrato che purtroppo sono false tutta una serie di notizie che non solo non  rispecchiano la realtà, ma in qualche misura la distorcono. L’Italia è il quinto Paese di accoglienza, dopo la Germania, la Svezia, la Francia, la Spagna e su sessanta milioni di abitanti solo l’8%  rappresenta il flusso migratorio; e ancora, in Europa – 500milioni di abitanti – solo 4milioni è richiedente asilo. Occorre cambiare il Regolamento di Dublino,le norme che regolano l’accoglienza, firmato nel 1990, perché innesca un meccanismo distorto rispetto alla lettura dei dati reali; è necessario dare – da parte di noi cittadini d’Europa –  più potere decisionale e gestionale  – e qui il richiamo alle prossime elezioni è stato forte – al Consiglio Italiano del Movimento Europeo, al Parlamento Europeo, occorre diffondere conoscenze corrette e stimolare  fra i giovani il senso critico e la consapevolezza dell’importanza di certi organi di governo. Non a caso il prof. Dastoli è portavoce in tante scuole in tutta Italia del Processo all’Europa, o di Cambiamo rotta all’Europa strumenti educativi e formativi che gli studenti amano. Il dialogo fra i ragazzi e Pier Virgilio Dastoli è stato vivace e chiarificatore su molti punti; alla fine, il Prof. ha proposto e caldeggiato la creazione,da parte degli studenti, in virtù delle prossime elezioni, di una pagina facebook , di una rete comunicativa sui social gestita da loro relativa a tutti questi nodi di discussione, di un colloquio interattivo con il Movimento Europeo, da lui rappresentato, che sostenga anche la proposta lanciata dal Movimento di un Servizio Civile svolto dai giovani, a scelta, in uno dei Paesi dell’Unione. Molto ha emozionato il breve video con il quale ha aperto la lectio: chi siamo veramente? cos’è  l’identità? e la razza? esistono ‘le razze’?.  Un esame del DNA e ci scopriamo essere geneticamente frutto dell’incontro fra ‘tutti’. “ Appartengo alla razza umana”, rispose Einstein a chi gli chiedeva di che razza fosse.

Grazie Pier Virgilio.

sic8

sic9

sic10

 

Il linguaggio dell’arte come valore e testimonianza

Franco Riccardo

15 febbraio 2019

L’incontro con l’arte apre ad una nuova riflessione il grande tema che si affronta quest’anno: l’arte con il suo immediato linguaggio arricchisce di significato, testimonia chiarificando le contraddizioni e in qualche caso prevede le complesse situazioni a cui una società va incontro.

Scrive così Franco Riccardo :

Il mio interesse per l’arte contemporanea, in particolare di quella afferente al sociale, non è solo il collezionarla, nasce piuttosto per l’utilizzo del suo linguaggio,del linguaggio che le è proprio. Per questo cerco di dare voce agli artisti che non possono averla, visto che il “sistema arte” vincola “l’esistenza”dell’artista alla partecipazione al mercato”.

In questo senso l’arte – che accompagna la nostra vita in ogni giorno – è territorio di tutti e ha un ruolo sociale, di comunicare, di trasmissione del sapere poco analizzato; esempio per tutti valga quello di Caravaggio, il suo scontro con la chiesa, la sua denuncia etica, visibile nelle sue opere; per fare un esempio a noi vicino ricordiamo l’ insuperabile tela delle Sette opere della Misericordia.

Nel corso della mia attività di gallerista, ho potuto approfondire le mie conoscenze non solonell’ambito squisitamente artistico, ma anche nella sfera diciamo così “strutturale” del mondo dell’arte . L’attenzione verso diversi mezzi di espressione e la sensibilità verso la ricerca di nuovi linguaggi, mi ha confermato come l’arte contemporanea in generale sia sempre più organizzata ed egemonizzata da una cultura ristretta alle dinamiche del mercato. I rapporti di potere vedono affermarsi in maniera ormai schiacciante un indirizzo di “gusto” che premia una ristretta cerchia di personalità, il cui lavoro si riconosce nei valori consolidati di una cultura commerciale e standardizzata, gelosa del suo ruolo dominante.”

E racconta così la scoperta dell’Africa, gli artisti della biennale del Malindi profondamente legati al loro territorio, alla storia del loro territorio che raccontano come un film. Nasce in Franco il desiderio di dire e rendere visibili queste voci : “Dal 2000 mi occupo in particolar modo dell’arte contemporanea africana e di quella dei paesi arabi e nel tempo sono divenuto punto di riferimento nel sud del Mediterraneo per gli artisti africani. Gli artisti di queste realtà sono portatori di istanze e sensibilità legate al territorio da cui provengono e rappresentano il frutto di culture millenarie. Proprio per questo, parte del mio impegno come gallerista è stato quello di portare a Napoli e a varie Biennali di Venezia, numerosi esponenti di queste culture”.

 

s1

 

sica n

 

Esther Mahalangu

Il Mediterraneo è stato ed è in questa ottica mezzo di comunicazione, via di civilizzazione, possibilità di creare e scambiare arte per superare “ la demenza” del quotidiano livellato dalla globalizzazione dei social. E questo vale per lo studio di ogni territorio, e qui racconta l’esperienza della “ mappatura degli artisti argentini “, un’ esperienza che lo porta alla scoperta dei luoghi dove si annida l’arte e ad approfondire il tema del riconoscimento dell’arte e degli ARTISTI. Chi conta di più l’arte o gli artisti?

Il colore è il segno di modernità per gli artisti africani.

 

 

s4

s5

 

 

 si1

Margaret Majo

si2 

 

si3

George Lilanga

si4 

Presente all’incontro l’artista visiva salernitana Antonella Pagnotta, che ha frequentato il liceo Giovanni da Procida. Ha testimoniato la sua esperienza di studentessa ( emozionata di ritornare in una Aula Magna che ricordava in costruzione ) e di artista alla ricerca del suo dialogo. Lavoro molto sul corpo e sulle sue ferite – ha detto – come un grido di ribellione contro le convenzioni e le tradizioni che vincolano il corpo ad una dimensione di esposizione continua, di apparenza, di omologazione. 

Antonella Pagnotta Unconventional

si5

 

E’ necessario così guardare all’arte non solo come pura espressione estetica, ma come frutto di istanze sociali e culturali, simboli di linguaggi che custodiscono e prevedono nuove forme comunicative. Arte dunque come ‘strumento’ di conoscenza per comprendere e dialogare, in vista di una relazione umana pacifica e di una convivenza più libera.

Stefano Carignola Sabatino è nato a Napoli città nella quale ha vissuto per alcuni anni, trasferendosi poi ad Angri ( Sa ) dove attualmente abita. Laureatosi in Lettere Moderne presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ha lavorato nella stessa prima come tecnico, all’interno della biblioteca interuniversitaria, e successivamente come assistente alla cattedra di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. E’  stato caporedattore per la casa  Editrice Guida di Napoli ed editore della Millennium di Bologna. Da un decennio si occupa di cooperazione internazionale ed è Presidente dell’organizzazione Braccia Aperte Onlus; in Italia è impegnato in attività di integrazione ed accoglienza degli extracomunitari e ogni anno organizza il “Festival della Solidarietà”, allo scopo di raccogliere fondi per la realizzazione di progetti umanitari e per il coinvolgimento dei migranti in attività socio-culturali. Ha partecipato, in questa veste , a varie missioni, in particolare in Africa Occidentale (Burkina Faso, Togo, Benin, Costa d’Avorio, Senegal, Mali, Mauritania, Niger) assumendo un ruolo significativo nell’ambito di progetti rivolti  in predominanza a bambini di strada e/o  orfani ( affrontando tematiche quali la scolarizzazione, l’alfabetizzazione, le attività formative e la realizzazione di centri d’accoglienza con acquisto di derrate alimentari; con costanza si impegna per provvedere ad un sostegno economico agli orfanatrofi).

Coautore del volume Nicaragua. La missione della Brigata medica internazionale, AA.VV., ed.Albatros 2013, ha pubblicato due  libri,  Diario di un viaggio nella bellezza, Ouverture Edizioni 2014, e il romanzo Il colore dell’Ambra, Carabba 2017.

Berardino Impegno è nato a Napoli il 24 / 07 / 1945.  Già docente di Filosofia Morale presso l’Università Federico II di Napoli, ha sempre avuto un particolare interesse  per la filosofia dell’illuminismo e dell’idealismo tedesco. E’ collaboratore scientifico della Scuola di Alta Formazione ‘METIS’, diretta dalla prof.ssa Giovanna Borrello. Ad oggi, il suo principale filone di ricerca culturale è focalizzato sul rapporto tra gli approdi più avanzati delle scienze cognitive e delle tecnologie d’avanguardia con le etiche possibili delle responsabilità individuali.

Franco Riccardo

Frequenta la facoltà di Scienze Politiche a Napoli ma ben presto i suoi interessi si rivolgono al

mondo dell’arte contemporanea. E’gallerista, editore, curatore e promotore di innumerevoli

iniziative, con particolare predilezione per le tematiche artistiche legate al sociale e all’attenzione

per le nuove generazioni di artisti. Nel 1982 apre la sua prima galleria ad Aversa e popi a Napoli

nel 1995 fonda la “Franco Riccardo Artivisive” affiancando all’attività di gallerista tutta una serie

di iniziative tese ad approfondire le tematiche affrontate in sede espositiva. Nasce la “Effeerre

Edizioni”, sua casa editrice, strumento di divulgazione artistico-scientifica a cui collaborano

numerosi intellettuali: sociologi, letterati, psicologi, esperti della comunicazione, linguisti ecc.

Franco Riccardo ha organizzato circa 300 mostre, tra pubbliche e private e iniziative artistiche

realizzate in collaborazione con istituzioni e associazioni impegnate nella tutela e nel miglioramento

delle condizioni delle fasce più disagiate della società. Fra i suoi interlocutori l’ex O. P. G. di

Aversa, la fondazione COOPI, attraverso la quale è stata realizzata la mostra “Bambini in guerra”,

disegni realizzati da bambini nati e vissuti in zone del mondo teatro di guerre e distruzioni.

Franco è il punto di riferimento, da oltre 15 anni, dei giovani artisti della nostra Regione, l’unico ad

aver immesso nel mercato internazionale i giovani artisti del nostro territorio.

 

L’Assise dei giovani della Fondazione Assemblea dei Cittadini del Mediterraneo

Maria Donzelli

La Fondazione dell’Assemblea dei Cittadini e delle Cittadine del Mediterraneo (FACM – www.fundacionacm.org ) è una rete che favorisce il dialogo, le iniziative e le azione dei cittadini; promuove i valori della libertà, della pace e il rispetto delle diversità e delle culture e si impegna per la tutela ambientale dell’area mediterranea. Scopo primario della FACM è la nascita di una comunità dei popoli del Mediterraneo.

Ma cosa significa essere cittadini del Mediterraneo?

Da sempre partner dell’Associazione Peripli, che si è impegnata a diffondere i valori e le azioni della FACM nell’ambito delle sue iniziative, la FACM ( di cui si è brevemente delineata l’organizzazione e il funzionamento ) è oggi promotrice di un bando rivolto ai giovani per invitarli a partecipare, nello spirito della nascita di una “polis del Mediterraneo” , all’Assemblea dei Giovani FACM che si terrà in novembre a Barcellona.

La prof.ssa Maria Donzelli, già ospite gradita e applauditissima nelle scorse edizioni e di altri incontri seminariali, è stata portavoce di questo importante appuntamento e ha illustrato agli studenti il documento di partecipazione stilato dalla FACM , per invitarli a mettersi in ‘gara’ e proporsi con idee ed iniziative.

Dopo aver disegnato il quadro purtroppo non luminoso delle varie situazioni politiche nei diversi Paesi che vedono aumentare i focolai di guerra, le sofferenze dei popoli, gli autoritarismi e l’incomprensione storica da parte di una democrazia ormai sulla inevitabile strada del tramonto, la prof.ssa ha elencato gli argomenti che verranno trattati dai giovani cittadini del Mediterraneo nell’ambito dell’Assemblea, nella quale potranno essere presenti due gruppi di studenti del Liceo ‘Giovanni da Procida’ , quali aderenti al Circolo di Napoli.

Fra gli argomenti che i professori si impegneranno ad approfondire nelle varie classi per favorire la scelta, si segnala:

  1. Lavoro, le speranze del futuro – il diritto di avere opportunità
  2. Ribellarsi e conquistare
  3. Creazione di un blog o sito
  4. Teorie e racconti di esperienze
  5. Creazione di video, biblioteche visive
  6. Problema dell’identità
  7. Educazione e giovani del Mediterraneo
  8. Economia e mercato
  9. Diritto a riprendersi la propria vita
  10. I diritti umani

Non è mancato il dibattito e l’entusiasmo per ‘volare’ verso Barcellona.

Restiamo in attesa

 1 plus

2 plus

3 plus

4 plus

6 plus

 

Incontro del 9 aprile 2019

Il valore della demografia dei migranti 

prof. Vincenzo Somma

Benjamin Kulbali Dal Mali, Testimone dei viaggi della speranza

IMG 20190409 WA0084

IMG 20190409 WA0085

IMG 20190409 WA0086

IMG 20190409 WA0088

 

IMG 20190409 WA0094

 

IMG 20190409 WA0087